20 dicembre 2009

Scienziati di ventura a Libri in Galleria (Cagliari, 22 dicembre 2009)

Scienziati di ventura a Libri in Galleria Scienziati di ventura a Libri in Galleria. Cagliari, 22 dicembre 2009, ore 19.00 - Bastione Saint Remy - Spazio A. CUEC FRESHPRINTS, SAGGISTICA: “Scienziati di ventura”. Storie di cervelli erranti tra la Sardegna e il mondo di Andrea Mameli e Mauro Scanu. Intervengono Andrea Mameli, Mauro Scanu e Mauro Manunza.
Ingresso libero.

16 dicembre 2009

La termodinamica? Nel terzo cassetto (L'Unione Sarda, 16 dicembre 2009, Ignazio Sanna)

ricci sanna Scienziato e giornalista, l'autore spiega i principi che si celano dietro stereo e materasso, tubi e biliardo
Vedi le foto “Viaggio intorno alla mia camera” di Xavier De Maistre è un piccolo capolavoro della fine del Settecento, la cronaca di un viaggio microscopico ma non per questo meno ricco di spunti di riflessione. “La fisica in casa” (Giunti, 216 pagine, 12 euro) di Emiliano Ricci sembra esserne un lontano discendente, un erede che amplia il terreno dell'esplorazione assumendo come guida una disciplina scientifica, la fisica, percorrendo le nostre abitazioni da una camera all'altra, veri e propri laboratori di fisica.
Del resto il sottotitolo non ne fa mistero: “Viaggio, stanza per stanza, tra fenomeni inaspettati e ingegnose scoperte”. Chi ha assistito alla presentazione del libro a Cagliari alla presenza dell'autore, con il supporto del giornalista scientifico Andrea Mameli, ha visto un vero e proprio piccolo spettacolo, a base di forno a microonde, pop corn e uova. La presentazione ha avuto luogo nell'ambito del ciclo di incontri Pagine di Scienza.
Ricci, fisico e astrofisico, già autore di Fisica per la collana “Atlanti scientifici” di Giunti e del recente “Osservare il cielo”, per lo stesso editore, intraprende questo viaggio tra meccanica, termodinamica e elettromagnetismo, i fenomeni fisici principali che trovano applicazione negli oggetti che rendono le nostre case confortevoli. Si parte dalla cucina, tra pentole a pressione e caffettiere, per proseguire con il bagno, tra rubinetti che perdono e bolle di sapone. È la volta poi della camera da letto, dove si prendono in esame materassi a molle, termocoperte e scaldini, e infine del soggiorno, dove troviamo lo stereo e il computer. Dopo aver accennato ai principi della domotica, la disciplina che si occupa dell'automazione computerizzata nelle case, nel capitolo finale ci si dedica all'impianto elettrico e a quello del telefono, ai termosifoni e ai condizionatori (senza scordare il biliardo). Fra le chicche più gustose, il racconto del tentativo di cottura di un uovo da parte dell'inventore del forno a microonde, l'americano Percy Spencer. Il risultato fu esplosivo, nel senso che scoppiò in faccia a uno dei suoi collaboratori, e Ricci ci spiega il perché. Ricci è anche un giornalista scientifico, e nella prefazione del libro sottolinea opportunamente il ruolo della divulgazione scientifica che, se fatta correttamente, può accrescere la consapevolezza del cittadino comune rispetto a temi di grande rilevanza per la vita di tutti i giorni, come la fecondazione assistita, l'utilizzo dell'energia nucleare o la produzione di organismi geneticamente modificati (OGM). E specialmente se il cittadino è chiamato a pronunciarsi su questioni delicate come queste e altre attraverso lo strumento del referendum. Se si sa esattamente di cosa si parla è più difficile prendere cantonate.
IGNAZIO SANNA
L'UNIONE SARDA - Mercoledì 16 dicembre 2009

05 dicembre 2009

Il popolo di bronzo nei disegni di Angela Demontis (Il Messaggero Sardo, novembre 2009)

Demontis Bronzo

Giù le barriere: quest'estate tutti al mare (L'Unione Sarda, Cultura, 3 dicembre 2009)

Nella “giornata della disabilità” libri e saggi che analizzano i progressi della società
barriere Esistono ricorrenze e celebrazioni per le quali si stenta a trovare un senso e una reale utilità. Al contrario, giornate come quella del 3 dicembre, dedicata alle persone con disabilità, sono doverosamente appuntate sul calendario per ricordarci che anche se molta strada è stata fatta, tanta è ancora da percorrere. In termini educativi e culturali, certo, ma anche legislativi e organizzativi, in una parola: civiltà. Pensiamo, per un Paese come l'Italia, ai progressi compiuti nell'abbattimento delle barriere architettoniche e informatiche. Ma pensiamo invece ad altri elementi indispensabili a compiere questo cammino come il “nomenclatore tariffario” e gli “insegnanti di sostegno”.
Il primo è lo strumento che permette l'adozione, a spese delle Asl, di quegli ausili tecnologici che rendono possibile la comunicazione e l'istruzione: è datato 1999 e sappiamo quanti progressi sono stati compiuti dall'informatica in 10 anni.
I secondi rappresentano un elemento tanto prezioso per la scuola quanto massacrato dai tagli, a ogni finanziaria.
Un recentissimo libro dalle edizioni Erickson, I diritti delle persone con disabilità (di Paola Baratella e Elena Littamè) aiuta, attraverso esperienze e buone pratiche, a capire e a promuovere la Convenzione Internazionale dell'Onu sui diritti delle persone con disabilità, evidenziando che, in fondo, è sempre l'agire quotidiano a costituire la base autentica dell'inclusione.
Ma anche leggendo Tutti al mare. Subacquea e disabilità in Sardegna, dell'editrice cagliaritana CUEC, si scopre qualche buona notizia. Il volume, scritto da Vittorio Gazale (ecologo marino esperto di accessibilità marina), Aldo Torti (istruttore subacqueo per persone con limitazioni fisiche) e Claudia Porcu (economista, esperta di turismo accessibile) affronta una storia a lieto fine: l'apertura del mare ai disabili. Anna Pani autrice dell'introduzione al volume e presidente della cooperativa Golfo degli Angeli di Cagliari, commenta: «La collettività ha tratto giovamento da questa integrazione, che nei primi anni suscitava curiosità e interesse: facilitando l'integrazione dell'utenza disabile, anziché creare stazioni balneari protette, Cagliari ha dato un ottimo esempio di civiltà».
ANDREA MAMELI

30 novembre 2009

Sei pronto? Via Attiva i tuoi neuroni e inizia a correre (L'Unione Sarda 30/11/2009)

coordinazione motoria Scienze “La coordinazione motoria” La posizione eretta, con la quale si aprì la strada evolutiva verso l'Homo Sapiens, rappresenta in qualche modo la prima e più importante conquista per l'umanità. Conquista che si rivede in ogni bambino che impara a camminare: un gesto complesso che si avvale di continui meccanismi di comunicazione tra sistema nervoso e stimoli percettivi.
Oggi i professionisti del movimento, istruttori e sportivi, sono alla costante ricerca di strategie per migliorare le espressioni qualitative, ma riscontano non poche difficoltà nel definire il concetto di coordinazione motoria. Questo tema viene affrontato in profondità in un libro di recente pubblicazione: La coordinazione motoria. Presupposti scientifici e metodi di valutazione (Edizioni Nuova Cultura, 385 pagine, 23 euro).
L'autore, Francesco Marcello, è uno che di movimento se ne intende: è presidente del Coni provinciale di Cagliari, Dottore Magistrale in scienze e tecniche dello sport, tecnico specialista di atletica leggera per il settore velocità e ostacoli. È stato docente all'Isef di Torino e ha svolto attività di ricerca in alcuni atenei italiani e con la Scuola dello Sport di Roma. Attualmente insegna nelle Università di Roma Tor Vergata e Foggia.
Il libro affronta i concetti legati all'apprendimento, dalle reti neuronali che controllano i comportamenti motori ai neuroni a specchio, passando per lo studio della coordinazione attraverso le patologie che colpiscono la funzionalità dei neuroni. Ma Francesco Marcello ci ricorda che i principi che regolano le azioni motorie si riconducono sempre alle leggi della fisica: velocità, ovvero tempo necessario per eseguire un movimento, precisione, intesa come capacità di ottenere uno scarto minimo nel ripetere un'azione. E se la variabilità del rapporto velocità-precisione costituisce uno degli elementi più interessanti dal punto di vista sperimentale, la necessità di effettuare valutazioni oggettive impone uno studio serio e accurato di questa problematica. Metà del libro è infatti dedicata all'esposizione degli aspetti concettuali e delle tecniche di test (alcune delle quali ideate e sviluppate dall'autore e dai suoi collaboratori).
Una lettura interessante per chiunque desideri capire meglio come e perché ci muoviamo, ma anche un testo utile per lo studio e l'approfondimento di tematiche scarsamente affrontate dai normali percorsi scolastici e universitari. Il libro è impreziosito dalle testimonianze di alcuni protagonisti del movimento e dello sport, tra le quali spicca quella di Gianfranco Zola: una rilettura di una carriera sportiva di altissimo livello dalla scoperta delle prime qualità, a 8 anni, fino alle osservazioni sulle esperienze maturate sul campo, tra intenzionalità e fantasia. Il volume è stato presentato il 27 novembre al liceo Dettori di Cagliari, nel convegno Ruolo dell'alimentazione e dell'attività motoria nella prevenzione e trattamento dell'obesità e del diabete, organizzato dall'Associazione Diabete Mellito Sardegna, dall'Unione nazionale Chinesiologi, dall'Associazione sport studi educazione motoria e dalla Società italiana Obesiologia.
ANDREA MAMELI

L'Unione Sarda - Cultura - Lunedì 30 novembre 2009

26 novembre 2009

Il robot come strumento educativo? (Education2.0 25/11/2009)

Il robot come strumento educativo? Robotica coinvolgente per la didattica delle scienze, una rassegna delle più importanti esperienze italiane in questo campo.

Anche solo pochi anni fa questa domanda non avrebbe neppure avuto risposta e sarebbe stata bollata come una bestemmia. Oggi invece, tra esperienze di successo e proposte accattivanti l’idea si rivela estremamente incoraggiante. Siamo giunti a un bivio: o si osa, proponendo, per le materie scientifiche, attività didattiche fortemente coinvolgenti, oppure si resta alla scuola tradizionale mentre fuori tutto cambia. Ma in che modo le attività di laboratorio sperimentale possono giovarsi dell’introduzione della robotica? Dal punto di vista concettuale il robot può consentire di abbinare alla ricostruzione del sapere accumulato nelle attività scolastiche la dimensione della creazione, dell’invenzione, della riproposizione in nuove chiavi dei concetti e delle tecniche già acquisite. A ciò si deve aggiungere la dimensione ludica: il robot viene comunemente associato al gioco e non nasconde più il carattere misterioso della metà del secolo scorso. Ma uno degli elementi più preziosi della robotica educativa risiede in quello che secondo Roberto Didoni costituisce una doppia interfaccia: con il mondo degli atomi e con il mondo dei bit. E il robot apporta in questo modo una lunga serie di contenuti: ingranaggi e meccanismi, elementi di programmazione, costruzione di esperimenti, raccolta di feedback, comportamento emergente. [1]

Il robot però non è solo questo. Oggi un sistema robotico deve risolvere un compito concreto in una situazione reale e dovrà quindi considerare l'approssimazione con cui il mondo a noi noto è modellizzabile. [2]

Un modo di studiare la realtà consiste nel riprodurla con una simulazione al computer o per mezzo di un robot. Se la simulazione o il robot si comportano come la realtà, possiamo ritenere che i principi che abbiamo seguito nel costruire la simulazione o il robot siano gli stessi che agiscono nel mondo reale. [3]

Qualche esempio:

MiniRobot2010.
Qui il pretesto è la competizione denominata “Il Pastore” che si terrà a Catania nel maggio del 2010. L’obiettivo consiste nel costruire robot in grado di raccogliere le pecore sparse al pascolo e ricondurle in punti precisi del terreno di gioco, entro un tempo definito. Le gare di robotica MiniRobot, che nel 2009 hanno coinvolto 15 squadre provenienti da nove scuole di Catania e provincia, nascono dalla collaborazione tra la Residenza Alcantara del Collegio Universitario Arces [4] e il Dipartimento di Ingegneria Elettrica Elettronica e dei Sistemi dell’Università degli Studi di Catania. [5] L’iniziativa è sostenuta dall’Ufficio Scolastico della Provincia di Catania.

Rob & Ide.
È un progetto nato all’interno di una comunità virtuale per l’apprendimento e la conoscenza della Scienza Robotica coordinata dalla Scuola di Robotica di Genova, nel forum del Network di Robotica Robot @ scuola. Della comunità fanno parte scuole di ogni ordine e grado: dalla scuola dell’infanzia alle secondarie. È oggetto di studio e di ricerca la Scienza Robotica, la Robotica nell’immaginario degli studenti, la Robotica nella storia. [6]

I Moti dell’Ingegno.
Meccanica Meccatronica Robotica. Anche una mostra può aiutare a entrare nel mondo dei robot e raccoglierne gli stimoli, ancora una volta adatti a incuriosire e a istruire. Il percorso espositivo, allestito nelle sale del Museo della Bilancia di Campogalliano (Modena) dal 29 settembre 2008 al 6 gennaio 2009, risponde alla domanda “Cos’è la meccanica?” partendo da Archimede di Siracusa per arrivare ai moderni sistemi di progettazione Cad 3, passando attraverso l’evoluzione delle macchine e dei sistemi di trasmissione e trasformazione del moto nel corso dei secoli. Modellini, ingranaggi, affascinanti trappole che mettono meccanica, fisica ed elettronica al servizio dell’uomo, mostrando ai visitatori progetti e realizzazioni. [7]

Roberta: le ragazze scoprono la robotica. È un progetto finanziato inizialmente dal Ministero dell’Istruzione della Germania per sviluppare nelle studentesse un interesse pratico e per promuovere nelle bambine e nelle ragazze attitudini scientifiche e tecnologiche. Oggi che Roberta è un progetto europeo il Fraunhofer Institute ha affidato a Scuola di Robotica il coordinamento delle attività in Italia; con la collaborazione dell'Università “La Sapienza” di Roma. Alle scuole partecipanti vengono forniti materiali, kit e seminari sulla robotica educativa, con particolare riguardo all'apprendimento di genere. Durante il corso i docenti imparano a costruire e programmare i robot e sono stimolati a individuare i legami del robot con le discipline scolastiche. [8]

Pur essendoci limitati a presentare solo una piccola parte delle esperienze attualmente in corso in Italia, osserviamo che le proposte non mancano. Ed in tutte si scorge nitidamente un’intenzionalità educativa che dimostra la serietà e la qualità degli interventi in atto. Restano invariate le problematiche che impediscono una larga diffusione della robotica educativa (impegno organizzativo, costi, coinvolgimento di più docenti), ma con interventi di sostegno (informativi e formativi) si potrebbe riuscire a garantire una maggiore copertura del territorio.

Fonti:
[1] Roberto Didoni, Il laboratorio di robotica. Un modello per l’innovazione nell’educazione scientifica e tecnologica. In Tecnologie Didattiche, n. 3, 2002, pp. 29-35
[2] Maurizio Garbati, Robotica educativa, Le Scienze Web News
[3] Domenico Parisi, È ora di imitare la natura. In Tuttoscienze, La Stampa, 7 febbraio 2007
[4] http://www.arces.it/alcantara
[5] http://www.diees.unict.it/
[6] http://www.descrittiva.it/calip/0607/compagni-viaggio.htm
[7] http://www.museodellabilancia.it/
[8] http://www.scuoladirobotica.it/


Per rimanere in contatto con l’autore, i blog curati da Andrea Mameli:
www.linguaggiomacchina.it
crs4energierinnovabili.blogspot.com

04 novembre 2009

Scienza, la regina che si trasforma (L'Unione Sarda, 4 novembre 2009)

A che cosa serve un festival della scienza? A rendere gli argomenti scientifici più appetibili per il grande pubblico? A informare in maniera critica sulle tecnologie e le conquiste della ricerca? Non solo: a Genova dal 2005 le iscrizioni alle facoltà scientifiche sono cresciute del 42 percento e le matricole del corso di laurea in Matematica sono raddoppiate. E il Festival della Scienza di Genova è giunto alla settima edizione, con 200 mila presenze.
Risultati incoraggianti anche per Cagliari, dove domani si inaugura il secondo FestivalScienza. Un fitto calendario di seminari, dibattiti, spettacoli e animazioni per avvicinare la scienza a tutti. «La scienza: occhiali per vedere il mondo» è il tema scelto dal comitato Scienza Società Scienza per la manifestazione che si svolge all'Exmà di Via San Lucifero. Alle 11 è in programma la lezione del fisico Enrico Bellone: “Galileo e l'evoluzione della cultura”. «Molte persone - spiega Bellone - credono che la cultura e la conoscenza siano un insieme di idee o di stati mentali. Nell'ultimo mezzo secolo, però, le neuroscienze hanno ridato vigore ad alcuni argomenti già suggeriti da Darwin. Per esempio Cavalli-Sforza sostiene che le cosiddette idee sono materiali, ovvero stati fisico-chimici della nostra rete di neuroni. Io accetto questo argomento e in “Molte nature” difendo una concezione evoluzionistica della cultura umana in generale, sia che si parli di fisica sia che si parli della pittura di Cézanne, o di un genere letterario come quello delle pagine di Joyce. Una concezione che riprendo nel mio ultimo libro “Galilei e l'abisso”, in libreria da poche settimane».
Come spiegherebbe a un bambino il bisogno di superare la concezione di Natura al singolare?
«Gli direi di guardare con attenzione gli occhi di un'ape, magari con una lente d'ingrandimento, e li vedrà diversi da quelli di un essere umano. Poi gli spiegherei che il sistema occhio-cervello dell'ape è molto diverso da quello umano e che quindi uomo e ape vedono in modo diverso. Infine gli direi di immaginare di passeggiare sul prato e così vedrà l'erba e i fiori e immaginerà che l'ape li vede in modo diverso. Allora, gli direi: caro bambino, la natura non è una sola. Ci sono molte nature a seconda di chi sta osservando il mondo esterno: la natura vista dall'uomo è diversa dalla natura vista dagli animali. A meno che non si decida che solo l'uomo conosce la natura. E qui sorge un altro problema. Spiegherei al bambino che per molti secoli gli esseri umani hanno descritto l'universo ponendo la Terra immobile al centro. Dopo, però, Copernico, Keplero e Galilei hanno dimostrato che l'universo è completamente diverso e che la Terra non è immobile ma ruota intorno al Sole. E se guardiamo la storia della scienza ci rendiamo conto che le nostre descrizioni della natura hanno subìto mutamenti radicali. Quindi anche per noi umani c'è una sequenza di molte nature».
La scienza in Italia è sempre la cenerentola: pochi investimenti, scarsa considerazione sociale, fuga di cervelli. Ha soluzioni da suggerire?
«Quella soluzione l'ha suggerita il presidente della Repubblica, che ha addirittura usato la parola “meschinità” per descrivere ciò che è accaduto in Italia negli ultimi vent'anni, usando la scusa del bilancio per bloccare sia gli investimenti in danaro, sia gli investimenti in risorse umane, nell'ambito della ricerca scientifica e tecnologica. Uscire dalla meschinità vuol dire fare scelte politiche coraggiose per superare la crisi con grandi innovazioni conoscitive, così da innovare a livello industriale e potenziare il senso critico dei cittadini. Meno opere faraoniche e più cultura».
ANDREA MAMELI

03 novembre 2009

Buon compleanno, Exploratorium!

bolla L'Exploratorium di San Francisco compie 40 anni. Ideato da Frank Oppenheimer, fratello di J. Robert (padre della bomba atomica), fu inaugurato nel novembre del 1969. La pedagogia non convenzionale di Frank Oppenheimer, si poggia sull’imperativo «VIETATO NON TOCCARE!»
cerreta E per non fare da spettatori (Vietato non toccare!) ecco un libro pieno di esperimenti da rifare in casa, a scuola, da soli o in compagnia: Gli esperimenti dell'Exploratorium (Zanichelli, 1996) contiene un centinaio di exhibit con le istruzioni tradotte in italiano da Pietro Cerreta.
La pedagogia «non convenzionale» di Frank Oppenheimer, fondatore dell’Exploratorium, può tornare utile al Piano ISS? Pietro Cerreta. Rete di Scuole - IIS “Maffucci” di Calitri – Associazione ScienzaViva [File PDF]

31 ottobre 2009

Altamira precursore di powerpoint?

altamira I disegni sulle grotte di Altamura (25 mila anni fa) precedono di molto la comparsa della scrittura (6 mila anni fa) e della tecnica per facilitare il trasporto di informazione scritta e disegnata: la carta (4 mila anni fa). La tecnica della stampa nasce nel 1440. L'interfaccia grafica digitale nasce nel 1982 grazie alla Apple.
altamira La necessità di comunicare, di spiegare, di raccontare, si manifesta nel genere umano e ne segue gli sviluppi scientifici e tecnologici. L'uomo paleolitico aveva bisogno di disegnare gli animali che cacciava per superare paure e incertezze? Oppure lo faceva in chiave mistica: spirituale o magica? Oppure l'uomo aveva bisogno di rappresentare scene di caccia perché la caccia era la sua attività principale quindi i disegni avevano uno scopo didattico? In tal caso le pareti delle grotte erano come gli odierni schermi per la proiezione delle presentazioni (realizzate con powerpoint o con altri software). Ma è come chiedere che scopo avevano i Nuraghi. Chi può dirlo con certezza?

30 ottobre 2009

Nella preistoria le origini dei sardi. Cagliari 31 ottobre 2009.

Emanuele Sanna
Sabato 31 ottobre alle 16 e 30 a Monte Claro (Cagliari) presentiamo il libro dell'antropologo Emanuele Sanna: Nella preistoria le origini dei sardi (CUEC, 2009). Vi è continuità genetica tra Nuragici e Sardi? C'è affinità genetica tra Sardi e Corsi? Chi furono i primi abitanti della Sardegna? Il libro tenta di rispondere a queste e altre domande e lo fa con un linguaggio chiaro e accessibile.
“Chi erano i Sardi e da dove provenivano e quando? Sono veramente diversi dagli altri italiani e perché?”. Abbiamo letto le ipotesi più svariate in proposito. Ci voleva un po’ di chiarezza. Il libro di Emanuele Sanna, docente dell’Università di Cagliari, cerca di rispondere a queste domande nei limiti in cui la Scienza ha certezze e non invece dubbi, ipotesi da controllare, dati certi o da verificare, ipotesi personali da supportare, quando possibile, con l’esperimento. [Dalla prefazione di Giovanni U. Floris]
Emanuele Sanna, laureato in Scienze Biologiche, Dottore di Ricerca in Scienze Antropologiche, è Professore Associato di Antropologia presso la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università degli studi di Cagliari. La sua attività di ricerca è documentata da 130 pubblicazioni in Riviste scientifiche internazionali e nazionali. Il suo campo di ricerca è principalmente rivolto a studi di Ecologia Umana. Con la Cuec ha pubblicato “Il popolamento della Sardegna e le origini dei sardi” (2006).

27 ottobre 2009

PAGINE DI SCIENZA. Cagliari 31 ottobre - 12 dicembre 2009

pagine di scienza Provincia di Cagliari - Provincia de Casteddu. Assessorato alle Politiche Culturali. PAGINE DI SCIENZA. Leggere il mondo con lenti di carta. A cura di Andrea Mameli, con la collaborazione di Scienza Società Scienza www.scienzasocietascienza.eu

Nella Preistoria le origini dei Sardi (CUEC Editrice, 2009) di Emanuele Sanna Sabato 31 ottobre - ore 16,30
Sala conferenze del Parco di Monte Claro, via Cadello 9/B. Coordina Andrea Mameli.

Molte nature (Raffaello Cortina Editore, 2008) di Enrico Bellone Giovedi 5 novembre Cagliari FestivalScienza, Centro Culturale Exma`: ore 11,00 Sala Conferenze Exma “Galileo e l’evoluzione della cultura”, ore 16,30 Caffe Exma, presentazione del libro “Molte nature”; con l’autore intervengono Roberto Paracchini e Giuseppe Mezzorani.

L’intelligenza degli animali (Cairo Publishing, 2009) di Danilo Mainardi Sabato 7 novembre - ore 16,30 Cagliari FestivalScienza, Sala conferenze Exma, con l’autore interviene Roberto Crnjar.

La fisica in casa (Giunti, 2009) di Emiliano Ricci Venerdi 20 Novembre - ore 16,30. Sala conferenze del Parco di Monte Claro, via Cadello 9/B con l’autore intervengono Giuliano Malloci e Andrea Mameli.

Ambiente e salute (Pensiero Scientifico Editore, 2009) di Fiorella Battaglia, Fabrizio Bianchi, Liliana Cori Sabato 12 dicembre - ore 16,30. Sala conferenze del Parco di Monte Claro, via Cadello 9/B
con gli autori interviene Luigi Minerba, coordina Paola Pintus.

Informazioni: Biblioteca Provinciale di Cagliari • Vico XIV S. Giovanni, 8/12 • 0704092901 • biblioteca@provincia.cagliari.it • www.provincia.cagliari.it

26 ottobre 2009

“In principio era energia” Ecco il Castello della scienza

storia energia laboratorio scienza Questo pomeriggio dalle 16 si parla di fantascienza, fumetti, nucleare e decrescita felice. In piazza Palazzo laboratori, incontri e spettacoli.
Energia e materia, materia ed energia: comunque la si giri, che piaccia oppure no, senza di loro oggi non ci sarebbe una storia dell'universo di cui parlare. Anzi, a ben vedere, senza i loro infiniti giochi, oggi non ci sarebbero né l'universo né l'uomo, più o meno sapiens. Perché la galassia, il sistema solare, la terra e quelli che la abitano non sono altro che una complicata commistione di materia, in infinite forme, ed energia, da ricavare (nulla si crea e nulla si distrugge), consumare e risparmiare.
Non sorprende, quindi, che il primo Festival della storia organizzato dalla compagnia dei Figli d'arte Medas abbia per titolo lo slogan “In principio era energia”. Né stupisce la scelta di affrontare il tema storico, potenzialmente incandescente, con strumenti e ragionamenti tipici del mondo scientifico, in una tre giorni - venerdì, ieri e oggi - in cui l'antico Palazzo di città, in piazza Palazzo a Cagliari, magicamente si trasforma in un palcoscenico per seminari, dialoghi, laboratori, incontri, narrazioni, spettacoli. Come in un breve e serrato percorso di conoscenza in cui l'unico requisito richiesto ai partecipanti più esperti è quello di usare un linguaggio accessibile a tutti, ma proprio tutti i livelli di pubblico.
Non a caso, venerdì, il festival si è aperto con “Energia in gioco”, un laboratorio interattivo per bambini curato da Giuliano Malloci, e con “Science show”, uno spettacolo per i grandi (con la presentazione in anteprima di Energy empire, gioco da tavolo sulle rinnovabili) realizzato da Gianluca Carta, Martina Manieli e Giuseppe Nieddu. Due momenti leggeri, tra giochi ed esperimenti, pensati per fare da antipasto agli interventi di due importanti personaggi del mondo accademico e scientifico italiano: Cesare Silvi, ingegnere nucleare e coordinatore del Gruppo per la storia dell'energia solare (Gses), intervenuto per illustrare con grande chiarezza la contrapposizione tra le “energie delle tenebre” (fossili e nucleari) e le “energie della luce” (il solare); e Silvano Tagliagambe, filosofo della scienza, chiamato ad affrontare il tema dell'energia «come chiave per insegnare ai giovani in modo innovativo ed efficace le materie scientifiche».
Mentre ieri, nella sala Sito archeologico, hanno tenuto banco altri due studiosi di valore: Bruno D'Aguanno, direttore del programma sulle Energie rinnovabili del centro di ricerca CRS4, che ha parlato della “Attualità dell'energia” nelle vicende del mondo contemporaneo; e Alessandro Mongili, ricercatore e sociologo della facoltà di Scienze politiche di Cagliari, che, con una relazione su “Energie, persone, reti: un sistema complesso”, ha affrontato il problema energetico in salsa sociale (chi usa l'energia, in che modo, quali organizzazioni ne curano la distribuzione).
Sempre nell'ottica di mischiare serio e faceto, in ognuna delle tre giornate, dopo ciascun intervento ecco un aperitivo al Caffè delle arti, all'insegna della convivialità, e uno spettacolo serale d'intrattenimento (dalle 21). Una messa in scena curata dall'attore Gianluca Medas con la collaborazione di esperti e musicisti, realizzata con l'utilizzo di diverse forme espressive (immagini, suoni, video, brani di recitazione) e dedicata ogni volta ad un tema diverso: venerdì all'origine dell'universo, con “Gaia, dalla creazione del mondo alle energie che circolano sulla terra”; ieri allo spreco delle risorse, con “Calore, il mondo consumato”; stasera agli scenari futuri (e per certi versi apocalittici) che si prospettano per il povero pianeta Terra, con “Utopie malate, narrazioni, immagini, evocazioni”.
Oggi, il festival chiude i battenti con i consueti laboratori del primo pomeriggio (dalle 16), seguiti da cinque conversazioni (dalle 17) coordinate dalla giornalista Manuela Vacca. Apriranno le danze ben due Daniele Barbieri: uno, giornalista, ricercatore e scrittore, parlerà di “Energia nella fantascienza”; l'altro, semiologo e docente all'università di Bologna, si occuperà di “Energia nel fumetto e il paradosso dello Steampunk”. A seguire, interverranno i fisici Michele Saba (“Energie rinnovabili nel futuro”) e Sergio Serci (“Il futuro dell'energia nucleare”), mentre chiuderà il giro il divulgatore scientifico e fondatore del Comitato per l'uso razionale dell'energia e del Movimento per la decrescita felice, Maurizio Pallante (“Decrescere per superare la crisi economica e la crisi energetica”). Alle 20, ci sarà spazio per un ultimo aperitivo e alle 21 gran finale con lo spettacolo “Utopie malate”, tra le incursioni dei Medas e una video registrazione con lo scrittore fantasy Valerio Evangelisti.
LORENZO MANUNZA
L'Unione Sarda, pagina della Cultura, 25 Ottobre 2009

25 ottobre 2009

Festival della storia. In principio era Energia (Foto: Sara Deidda)

oscilloscp
Tagliagambe
Medas In principio era Energia
Momenti emblematici del festival della storia dedicato all'energia: i bambini giocano con l'elettricità statica, la conferenza di Silvano Tagliagambe, lo spettacolo di Gianluca Medas. Cagliari, 23 ottobre 2009 (foto: Sara Deidda).

24 ottobre 2009

Ma cosa significa energia? Tre giornate di studi a Cagliari (L'Unione Sarda 23 ottobre 2009)

energia La capacità di compiere un lavoro, sia esso lo spostamento di un oggetto o il riscaldamento di un liquido, è una caratteristica fondamentale di qualsiasi sistema, vivente o inanimato, in tutto l'universo. Ma se la parola “energia” è una delle più usate dagli esseri umani, non altrettanto può dirsi dei concetti che essa sottende: non è per nulla facile spiegare cosa si intende esattamente per energia. Da oggi al 25 l'antico Palazzo di città di Cagliari sarà teatro di una serie di appuntamenti per tentare di comprendere lo sviluppo storico, gli scenari attuali e le prospettive del concetto di energia. Nei tre pomeriggi (a partire dalle 16 nella Sala Sito Archeologico) sono in programma laboratori interattivi per bambini e per grandi. Da un'epoca remota, in cui il concetto di energia era legato alla trasformazione dell'energia solare per opera delle piante e all'energia liberata dai muscoli umani e animali, siamo passati a uno scenario in cui la produzione di energia è un tema centrale per qualsiasi economia, dalla scala familare alla politica internazionale. Oggi alle 17 sono in programma le conversazioni tra l'ingegnere nucleare Cesare Silvi e il filosofo della scienza Silvano Tagliagambe. Alle 21 lo spettacolo “Gaia” (con Gianluca Medas e Alessandro Gallo).